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CRONACA - REGIONALE
data articolo21 novembre 2012

Dalla Sicilia, una battaglia fra giornalisti

Dalla Sicilia, una battaglia fra giornalisti

La Redazione di "Edizioni Oggi" chiamata direttamente in causa per la vicenda che vede al centro della cronaca siciliana di questi giorni l'Ufficio Stampa preso di mira dal presidente Crocetta

Palermo - Le questione dei giornalisti dell'Ufficio Stampa della Regione Sicilia travalica i confini regionali e investe direttamente la redazione di "Edizioni Oggi" che, come molti altri quotidiani cartacei e on-line, sta seguendo lo sviluppo della questione.
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, licenzia molti dei giornalisti dell'Ufficio Stampa di Palazzo d'Orleans, nel quadro dei tagli agli sprechi e ai costi della gestione del territorio, spiegando che i giornalisti stessi sarebbero stati assunti senza regolare concorso, secondo quanto prescritto per le Pubbliche Amministrazioni.
Il quotidiano "La Stampa", ad esempio, pubblica le dichiarazioni di Maria Cristina Stimolo, la quale afferma che a lavorare all'Ufficio Stampa di Bruxelles, sede di rappresentanza, sono rimasti tre giornalisti, e con lei anche Gregorio Arena, che sempre secondo la Stampa, percepirebbe uno stipendio di 21mila euro al mese.
La redazione di "Edizioni Oggi" è stata contattata telefonicamente proprio da Gregorio Arena, il quale, in veste di coordinatore dell'Ufficio Stamnpa della Regione Sicilia assicura di non percepire la cifra riportata, ma di avere uno stipendio di poco superiore ai 3.000 euro mensili, mentre Maria Cristina Stimolo riferisce che invece lo stipendio è di 1.800 euro al mese.
Di fatto, all'Ufficio Stampa della Regione Sicilia, i giornalisti lavorano tutti con la qualifica di Redattore Capo e, come proseguono gli articoli de "La Stampa", percepirebbero 6.000 euro al mese. L'ufficio di rappresentanza di Bruxelles sarebbe stato poi uno dei posti più ambiti, ma lo stesso presidente Rosario Crocetta, che è stato eurodeputato, giura di non avere mai avuto occasione di incontrare i compaesani alla sede della capitale belga.
Come scrive il collega Massimo Gramellini ("La Stampa"): "Nei giornali, come in qualunque altro consesso giornalistico governato dalla logica, la qualifica di capo redattore presuppone per ragioni semantiche l’esistenza di uno o più redattori che lavorino alle dipendenze del capo. Alla Regione Sicilia, invece, ciascuno è caporedattore di se stesso e, capeggiandosi, redige. Una bella responsabilità".
Il governatore Crocetta ha fatto sapere che ritiene di poter ridurre l'organico in ragione degli impegni e del lavoro. Da notare che all'Ufficio Stampa della Regione Piemonte lavorano 9 giornalisti, e anche meno lavorano a Napoli per la Regione Campania. Una decina circa all'Ufficio Stampa della Regione Lombardia, altrettanti alla Regione Lazio, meno di dieci sono impiegati alla Regione Liguria e alla Regione Puglia, circa 12 all'Ufficio Stampa Regione Toscana e alla Regione Emilia Romagna, solo per citare le strutture maggiori e più articolate. Forse alla Regione Sicilia sono necessari 21 giornalisti in virtù dello Statuto Speciale? Bisognerebbe chiederlo a chi li ha assunti, ovvero all'ex presidente Totò Cuffaro, ma attualmente pare abbia altro a cui pensare.
Rosario Crocetta ha dichiarato in merito: "Costano 3,2 milioni di euro l’anno, con questi soldi la Regione può pagare 200 precari. Nemmeno alla Rai o a Repubblica ci sono 21 capiredattori. Se i giornalisti vorranno fare vertenza, lo facciano pure. Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico, il loro rapporto è fiduciario. Presentino i curricula e li verificherò assieme agli altri che riceverò".
Effettivamente la situazione è quantomai confusa, visto che in campo ci sono già quattro diverse versioni della stessa verità. Qual'è quella autentica? Lo stabiliremo con opportune verifiche.
Gregorio Arena, smentendo categoricamente la notizia secondo la quale percepirebbe 21mila euro al mese, si è scagliato contro "Edizioni Oggi" minacciando querele da 100 milioni e di voler mandare in galera i responsabili dopo che si siano "sciacquati la bocca", rifiutando l'invito ad inviare una sua personale rettifica con la versione della verità accertata dai fatti, che per diritto di replica e di cronaca, e secondo deontologia professionale, "Edizioni Oggi" ha assicurato di pubblicare.
Ancora "La Stampa" scrive che con l'elezione di Rosario Crocetta "sono decaduti i funzionari temporanei che popolavano l’ufficio della Bélliard, giovani di cui colpisce il legame con il potere siciliano". Fra questi alcuni nomi, ad esempio Maria Grazia Basile, figlia dell’ex deputato regionale dell’Udc Giuseppe Basile; Giordana Campo, figlia del direttore generale del dipartimento ai Beni culturali Gesualdo Campo; Pierfrancesco Virlinzi, figlio dell’imprenditore edile di Catania Ennio Virlinzi; Salvatore Lupo, ex consigliere comunale di Gela; Jane Torrisi, figlia di un noto imprenditore di Catania; Francesca Parlagreco, figlia dell’ex capo ufficio stampa della Presidenza della Regione. A seguire, la lista dei componenti dell'Ufficio Stampa della Regine Sicilia a Palazzo d'Orleans, oltre al già citato coordinatore Gregorio Arena: Laura Compagnino, Ivana Di Nuovo Palazzo, Francesco Inguanti, Stanislao Lauricina, Pietro Nicastro, Santa Scolaro, Stefania Sgarlata, Manlio Viola. Di seguito gli incaricati dei vari assessorati: Beni Culturali, Giulio Ambrosetti; Autonomie Locali, Fabio De Pasquale; Economia, Giancarlo Felice; Istruzione e Formazione, Maria Pia Ferlazzo; Territorio e Ambiente, Enzo Fricano;  Famiglia, Fabio Geraci; Salute, Guido Monastyra; Risorse Agricole, Pietro Messina; Infrastrutture, Luisa Micciché; Energia, Franco Nicastro; Turismo, Vito Orlando; Attività Produttive, Wladimir Pantaleone; Uffico Catania, Ludovico Ricciardello; Ufficio di Roma, Luigi Sarullo.
In attesa di ulteriori chiarimenti, la redazione di "Edizioni Oggi" rinnova la assoluta disponibilità a pubblicare qualsiasi nota stampa provenga da uno dei citati giornalisti, primo fra tutti Gregorio Arena, e naturalmente rivolge ad ognuno e in anticipo, le più sincere scuse in caso la verifica di tali notizie evidenzi la verità affermata dallo stesso Arena, assumendo l'impegno e il dovere di pubblicare.

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